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L'ansia, una nostra nemica da combattere o un segnale da ascoltare?

12 Febbraio 2026

UNA SENSAZIONE INVALIDANTE

Per tanti anni ho vissuto l’ansia come qualcosa di invalidante. Ogni volta che arrivava la sentivo soprattutto nel corpo: nell’intestino, nella pancia chiusa, nelle palpitazioni forti, nel respiro corto che sembrava non bastare mai. 

 

🌿 Ho iniziato ad essere ansiosa già nell'adolescenza

E quando ero una quindicenne era una sensazione difficile da spiegare ma ancora più difficile da comprendere.Non riuscivo a capire con precisione cosa stesse succedendo dentro di me, e questo aumentava ancora di più la paura e il senso di perdita di controllo.

Solo con il tempo, lo studio della psicologia e una maggiore conoscenza delle dinamiche del sistema nervoso, ho iniziato a vedere l’ansia in modo diverso. Ho compreso come reagisce il mio corpo in determinate situazioni, quali momenti della giornata mi rendono più tesa, quanto influiscono il sovraccarico mentale, i pensieri negativi e la mancanza di pause. Da lì è iniziato un cambiamento importante: ho smesso di combattere l’ansia e ho iniziato ad ascoltarla.

 

 🌬️Cos'è l'ansia?

L’ansia, è una risposta naturale del sistema nervoso che si attiva quando percepiamo qualcosa come minaccioso, incerto o fuori controllo. Non è un errore, ma un meccanismo di protezione.
Il problema nasce quando resta accesa troppo a lungo, anche in assenza di un pericolo reale, facendoci vivere in uno stato continuo di tensione, pensieri ripetitivi, palpitazioni e respiro corto. Molto spesso il suo messaggio nascosto riguarda un bisogno di sicurezza, un sovraccarico emotivo o mentale, oppure la mancanza di momenti di regolazione. In questo senso, l’ansia non è una nemica, ma un segnale che chiede attenzione.

Quando impariamo a lavorare sul sistema nervoso, anche l’esperienza dell’ansia inizia a cambiare. Non perché scompaia improvvisamente, ma perché smette di dominarci.

 

✨Il respiro come spazio di sicurezza

Tra gli strumenti più semplici e accessibili per iniziare a stare meglio c’è il respiro. Il modo in cui respiriamo comunica continuamente al corpo se siamo in pericolo oppure al sicuro. Per questo una respirazione lenta, consapevole e regolare può aiutare gradualmente a ridurre l’attivazione interna e a creare più spazio di calma e presenza.

Nel video qui sotto ti lascio una pratica di respiro pensata proprio per i momenti di ansia. È un esercizio semplice, da usare nella quotidianità, senza sforzo e senza aspettative. A volte non serve fare qualcosa di complicato: bastano pochi minuti di ascolto per iniziare a cambiare la relazione con ciò che proviamo.

Forse il punto non è eliminare l’ansia, ma imparare ad attraversarla con più consapevolezza, gentilezza e presenza. E il respiro può essere il primo passo.

 

 

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