Come amarsi: quando il nostro corpo non ci piace
UNA DIFFICOLTA' REALE E QUOTIDIANI DI TUTTI NOI
Ci sono momenti della vita, spesso legati a periodi di maggiore fatica, in cui guardarsi allo specchio diventa difficile. Ci si osserva di più, si notano i difetti, ci si sente “meno”, fuori posto, poco a proprio agio nel proprio corpo. Succede anche a me.
🌿 Cosa significa fare fatica a piacersi
Ci sono fasi precise, come quella ormonale prima del ciclo, in cui mi sento più vulnerabile: faccio più fatica a piacermi, mi vedo diversa, più stanca, meno centrata.
In quei momenti la mente diventa più severa, lo sguardo più critico, e il corpo sembra quasi un nemico da correggere invece che uno spazio da abitare.
Ma non sempre è colpa del ciclo, spesso semplicemente basta aprire i social o guardare la tv per rendersi conto di come tutto il Mondo giri attorno alla bellezza, all'apparire, a modificarsi adattandosi a standard impossibile, come fossimo tutti Barbie e Ken. Io cosa penso? La mia mente cosa dice? Che sono una matassa di insicurezze, spesso nascoste da una maschera.
🌬️Piacersi = essere sicuri di sè
Non credo esistano soluzioni semplici o immediate per piacersi di più, quindi non starò qui a propinarti soluzioni a modi "bacchetta magica". Non si tratta nemmeno di “pensare positivo” o di piacersi a tutti i costi. Piuttosto, con il tempo, si può imparare ad accettarsi per quello che si è, anche nei giorni in cui non ci si sente al meglio.
Per me è stato importante farmi accompagnare da un percorso di psicoterapia, e integrare pratiche come la meditazione, la mindfulness e il respiro consapevole (breathwork). Queste pratiche aiutano a restare nel presente, a non farsi trascinare continuamente dai pensieri e dal giudizio.
Anche prendersi cura del proprio aspetto può avere senso, se fatto con gentilezza. Ma quando si arriva a voler cambiare continuamente il proprio corpo, ricorrendo in modo eccessivo alla chirurgia estetica o a interventi correttivi, spesso il problema non si risolve: perché l’insicurezza non nasce dal corpo, ma dallo sguardo con cui lo guardiamo.
✨Il respiro come spazio di accoglienza
Anzi, spesso il lavoro da fare è molto profondo, si ha bisogno di professionisti che ci aiutino nel capire le trappole mentali che la nostra mente utilizza.
Una frase che mi ha aiutato a stare meglio e che a volte mi ripeto, è che se mi guardo intorno, vedo "difetti" in tutto, nella natura, negli animali, negli oggetti che ci circondano. Niente è perfetto nelle dimensioni, nell'aspetto, nei colori. E allora chi ha deciso che devo esserlo io?
Respirando trovo il mio spazio sicuro, un modo per smettere di correggermi e iniziare ad ascoltarmi. Attraverso il respiro consapevole e connesso (breathwork) possiamo rallentare il sistema nervoso, accogliere pensieri e sensazioni senza combatterli e lasciare andare, poco alla volta, il senso di inferiorità e di confronto.
Se ti va, puoi ascoltare anche i primi minuti di questa pratica che ti lascio qui sotto. Sarai avvolto da parole gentili e comprensione.
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