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Quando l’inverno pesa di piu': la depressione stagionale

21 Gennaio 2026

E' ARRIVATO GENNAIO, QUANTA STANCHEZZA!

Ci sono periodi dell’anno in cui tutto sembra più faticoso. Il corpo è più lento, la mente più confusa, l’umore più basso. Non c’è un motivo preciso, eppure senti che qualcosa è cambiato. Spesso succede con l’arrivo dell’inverno.

Le giornate si accorciano, la luce diminuisce, il freddo invita a rientrare. E, insieme a tutto questo, anche noi cambiamo ritmo. Solo che non sempre ce lo concediamo.

Viviamo in una società che spinge a ripartire subito, a essere produttivi anche a gennaio, a trasformare ogni inizio d’anno in una lista di obiettivi. Ma il corpo, a volte, va in un’altra direzione.

 

🌿 Cos’è la depressione stagionale (e perché non è debolezza)

La cosiddetta depressione stagionale non è solo “tristezza invernale”. È una risposta del corpo e del sistema nervoso ai cambiamenti ambientali.

Meno luce naturale, giornate più corte, meno esposizione al sole: tutto questo può influenzare i ritmi biologici e l’umore. Ci si può sentire:

  • più stanchi del solito

  • meno motivati

  • più confusi o apatici

  • con un bisogno maggiore di riposo e silenzio

Non è pigrizia. Non è mancanza di forza di volontà. È un adattamento.

 

 🌬️Cosa sto provando io

Anche io in questo periodo sto facendo fatica. Dicembre mi ha rallentata più del previsto e, con l’arrivo di gennaio, mi sono sentita fuori fase.

Confusa. Disordinata. Come se dovessi rimettere insieme dei pezzi. E poi Chloe, la mia gattina da 11 anni, se n'è andata, lasciando un vuoto immenso impossibile da colmare.

Ora il mio corpo ha iniziato ad andare più piano. Meno energia, meno voglia di fare, meno chiarezza mentale. E per un po’ ho cercato di forzare, come spesso facciamo: “Dai, è gennaio, bisogna ripartire”.

Ma dentro sentivo che non era quella la direzione giusta.

 

✨ Imparare ad ascoltarsi e a respirare

Ora sto cercando di fare qualcosa di diverso. Invece di reagire, sto imparando a non forzare. Non corro dietro ai saldi di gennaio, non mi impongo obiettivi immediati, non pianifico tutto subito. Mi concedo lentezza, pause, silenzio.

E non perché “non ho voglia”, ma perché sto ascoltando.

In questo percorso, una delle cose che mi aiuta di più è tornare al respiro. In particolare al respiro coerente 5–5: inspiro dal naso per cinque secondi, espiro lentamente dalla bocca per cinque secondi. È una pratica semplice, quasi banale, ma ogni volta mi riporta nel corpo.

Non cerca di tirarmi su a forza. Non mi chiede di stare meglio. Mi accompagna. E in inverno, questo per me fa la differenza.

Anche la natura va in letargo. Gli animali rallentano, gli alberi si spogliano, la terra riposa. Forse possiamo permetterci di fare lo stesso, senza sentirci sbagliati o in ritardo.

Se in questo periodo ti senti più lenta, più confusa o più stanca del solito, voglio dirtelo chiaramente: non c’è nulla di sbagliato in te. Forse stai solo attraversando l’inverno. E l’inverno, a volte, serve proprio a questo: a rimettere insieme i pezzi.

Se ti va di respirare con me, ti lascio qui sotto una pratica di 5 minuti. Buon respiro e non dimenticare di vivere le giornate con lentezza.

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